L’aggettivo “storico” saranno altre generazioni a poterlo usare. Di sicuro c’è che l’incontro “Cristiani per la nazione” tenutosi il 15 giugno alla Camera dei Deputati a Roma è stato molto significativo. Alla presenza di 220 persone provenienti da tutt’Italia, il convegno ha dato il polso di un cambiamento in atto nell’approccio evangelico alla testimonianza pubblica. Nato su iniziativa dell’on. Sandro Oliveri, “Cristiani per la nazione” è stato un evento importante per il luogo istituzionale mai ottenuto prima dagli evangelici italiani (la Nuova Aula dei gruppi parlamentari), per il tema impegnativo (non più introspettivo e di nicchia, ma con un orizzonte propositivo) e per la partecipazione ampia e qualificata che ha visto nel corso della giornata quasi trenta persone intervenire dal podio per testimonianze e relazioni. Tutto ciò ha mostrato la volontà crescente di essere agenti di cambiamento secondo l’evangelo.
Dopo l’indirizzo di saluto del vice-presidente della Camera, Rocco Buttiglione, vari rappresentanti di chiese e organismi evangelici italiani (Alleanza Evangelica Italiana, Federazione delle Chiese Pentecostali, Chiesa Apostolica, più l’intervento del Presidente delle Assemblee di Dio in Italia intervenuto a titolo personale) hanno espresso compiacimento per il convegno. Le relazioni di Sandro Oliveri sulla libertà religiosa nel nostro Paese e di Giuseppe Rizza sullo “spirito di Losanna” hanno fornito degli orizzonti corposi per l’azione evangelica. Dieci evangelici impegnati in politica a vari livelli hanno poi dato una testimonianza delle sfide che incontrano come credenti nell’impegno istituzionale. Dopo la pausa, nove tavoli sono stati attivati su famiglia, cultura, impresa, scuola, terzo settore, bioetica, giovani, libertà religiosa e relazioni internazionali. Delle brevi relazioni da ciascun tavolo hanno mostrato come siano necessarie un’alfabetizzazione evangelica sui vari dossier e anche una crescente messa in rete delle varie esperienze già esistenti. La relazione finale di Oliveri ha tentato di fare una sintesi e di indicare delle prospettive per il futuro. Tra l’altro, Oliveri ha annunciato che il 2 luglio gli evangelici hanno ottenuto di incontrare il ministro dell’Interno Cancellieri per presentarle vari problemi sulla chiusura di locali di culto e sulla difficoltà di ottenere le nomine a ministro di culto. Si tratta di un importante risultato concreto.
Resta ancora molto da fare per assimilare la visione evangelica dell’impegno a tutto campo, ma la sensazione è che qualcosa sia cambiato e stia cambiando. A conclusione, i partecipanti hanno diramato la seguente dichiarazione:
Noi, partecipanti al convegno “Cristiani per la Nazione” tenutosi alla Camera dei Deputati di Roma il 15 giugno 2012,
Ringraziamo Dio per l’occasione preziosa di incontro che ci ha incoraggiato ad una nuova stagione di impegno evangelico nel nostro Paese che ci porti ad essere una realtà spiritualmente significativa;
Siamo consapevoli che la testimonianza evangelica italiana, benché piena di pagine gloriose di dedizione alla causa dell’evangelo, non sempre ha saputo interpretare bene l’esigenza biblica di un impegno cristiano in ogni campo della vita e che è necessario favorire un più profondo radicamento nell’evangelo che recuperi il senso olistico della missione cristiana;
Abbiamo per questa ragione ascoltato e fatto nostra la sollecitazione dello “spirito di Losanna” che ci ricorda che “l’evangelizzazione e l’attività socio-politica fanno parte, ambedue, del nostro dovere cristiano” (Patto di Losanna, 1974, par. 5). La missione cristiana è annuncio dell’evangelo e azione evangelica, rivolta a persone e popoli, volta a trasformare le vite di chi crede e del mondo intero, con realismo e modestia, ma con la fiducia nella potenza dell’evangelo biblico;
Ci impegniamo a crescere nella capacità di rappresentare le istanze dell’evangelo in tutti i settori della società italiana (libertà religiosa, media, cultura, società, impresa, scuola, famiglia, bioetica, impegno internazionale, …), superando l’estraneità culturale, la frammentazione tra noi e mantenendo la fedeltà alla Parola di Dio;
In un clima generale caratterizzato da crisi morale e spaesamento spirituale, rinnoviamo il nostro impegno davanti a Dio di servirlo con tutto noi stessi per il bene della nostra nazione, in uno spirito di unità nell’evangelo biblico. L’Italia ha bisogno della differenza che l’evangelo può fare!
Incoraggiamo tutti i credenti, le chiese e le agenzie cristiane, a condividere liberamente e civilmente le loro convinzioni nello spazio pubblico, evitando i rischi sia del totalitarismo religioso che vuole imporre la fede, sia quelli del laicismo che la vuole escludere dalla vita pubblica.