IDEAITALIA

Notizie e comunicazioni dell'Alleanza Evangelica Italiana

Ottobre - Dicembre 2002

bulletEchi dalla giornata internazionale di preghiera della chiesa perseguitata.
bulletLa Bibbia sarà bandita dal paese?
bulletGermania – No alla fuga da una testimonianza a 360º
bulletLa CARE di fronte a una sconfitta
bulletGioia nel dolore, coraggio nella crisi
bulletALEC MOTYER, Isaia. Introduzione e commentario
bulletTesti per la settimana di preghiera gennaio 2003 (in PDF)

Seme

Nonostante il suo formale contegno, era proprio irritato. Le maniere erano discrete, ma si capiva che era roso da un grande fastidio. Alcune cose non gli andavano proprio giù. Quali erano i motivi di quel fastidio?

     L’infastidiva l’impegno di alcuni fratelli. Non gli piaceva quella loro insistenza nel sottolineare l’importanza della Scrittura. Non gradiva nemmeno l’interesse che mostravano per l’identità evangelica. Assisteva con fastidio anche alla valorizzazione dei credenti del passato. Lo disturbava quel riappropriarsi una storia. Faceva poi le sue rimostranze sull’uso di certi termini come “evangelicale”, perché non gli garbava la distinzione rispetto a “evangelico”. Iniziative evangelicali come la “Settimana mondiale di preghiera”, la “Domenica della memoria” e la “Giornata internazionale di preghiera per la chiesa perseguitata”, lo rendevano inquieto, perché si collocavano su uno specifico terreno dottrinale.

     C’erano state occasioni in cui quei fratelli avevano anche prodotto materiale interessante sul piano teologico, ma si era ben guardato dal darne notizia e valorizzarlo. Aveva guardato quel materiale con infastidita sufficienza. Era disturbato dal rafforzamento della credibilità degli evangelicali senza il suo apporto. Nonostante i suoi auspici sull’unità degli evangelici, c’era una profonda sofferenza nel fare i conti con quei fratelli. È vero che non perdeva occasione per proclamare la necessità di essere aperti al dialogo e pluralisti, ma, in quel contesto, si trattava di un semplice esercizio verbale.

     E allora si dava da fare con iniziative sue. Cercava il dialogo con credenti di altra tendenza, ma lo faceva in maniera diversa. Faceva riferimento alla Scrittura, perché sapeva che era un tema sensibile, ma, anche se con un linguaggio affascinante, introduceva una distinzione gravida di conseguenze tra la Scrittura e la Parola di Dio. Parlava anche degli elementi di convergenza dottrinale, che sembravano dare l’impressione di una comune identità evangelica, ma lasciava nell’ombra i nodi del dissenso teologico di fondo. Delle questioni etiche nemmeno l’ombra, perché sarebbe emerso il dissenso di fondo con quei fratelli. Con quel suo modo accattivante, solleticava invece il loro bisogno di legittimazione. Alcuni ne erano attratti, altri rimanevano insoddisfatti. Pur senza poter definire con precisione la ragione del dissenso, si rendevano conto di una diversità di fondo.

     Era sincero, ma nello sfondo s’ispirava a una visione dell’unità cristiana diversa da quella degli altri. Pur senza saperlo, quei fratelli incarnavano una visione dell’unità cristiana radicata nella Scrittura. Una concezione che si nutre di veri valori cristiani.

     L’Alleanza evangelica esiste proprio per sottolineare il valore dell’unità del popolo di Dio. Nel nostro Paese lo fa, con vicende alterne, da più di un secolo. Lo fa tra molte resistenze. Ma come si può cambiare?

     Nel mese di gennaio organizza anche quest’anno la “Settimana mondiale di preghiera”. Fra tante iniziative altisonanti, è solo un piccolissimo segno, ma un segno che cerca di privilegiare veri contenuti. È solo un seme. Un seme che porterà frutto, se ci saranno persone che impareranno a dirsi la verità.

     E a coloro che da tempo mantengono quest’impegno, è bene ricordare che il Signore non disprezza i piccoli inizi. Egli non spegne il lucignolo fumante.

P.B.

 

Canada – Possibili scenari futuri
LA BIBBIA SARÀ BANDITA DAL PAESE?

Il parlamento canadese è attualmente impegnato nella discussione di una proposta di legge, che farebbe perseguire legalmente tutti coloro che esprimono opinioni contrarie all’omosessualità.
Non è difficile immaginare quali conseguenze possa avere per i credenti l’eventuale varo di questa proposta di legge!
Secondo l’Associazione Family Action, anche la semplice citazione di documenti scientifici che dimostrino i rischi per la salute generati dalla pratica omosessuale, potrebbe diventare un “reato di discriminazione”.
Se poi si pensa al mondo della scuola, potrebbero essere impressionanti e imprevedibili le ripercussioni di tale legge sui ragazzi!
Jon Dykstra, direttore della rivista Reformed Perspective, ha affermato: “In Canada abbiamo la tendenza ad approvare leggi i cui relatori ci assicurano della loro innocuità... Il problema è che poi esse sono interpretate in modo perverso da coloro che, nei tribunali, perseguono altri scopi”. (Non a caso, il promotore di questo disegno di legge è l’attivista omosessuale più radicale di tutto il Canada!)
Il possibile “varo” di questa legge ha portato acutamente Dykstra a chiedersi: “Con quest’ordinamento, anche la Bibbia finirà per essere bandita come «materiale discriminatorio»?”.
Di sicuro, ciò non succederà nel prossimo futuro; ma, per arrivare a tale scopo, questo è proprio il tipo di legge che i gruppi di omosessuali vanno cercando. Al momento, forse, nessuno arriverà ad attuare questo tipo di ostracismo, perché l’opinione pubblica non lo permetterebbe. Ma, fra 10 anni... chi potrà dirlo?
Questo è il tipico caso che ci ricorda che quelle che oggi sono innocue tendenze, domani saranno “normalità” consolidate.
N.C.
 

 notizie dall’europa

Gran Bretagna – Un bell’esempio d’impegno e di preghiera

La CARE di fronte a una sconfitta

Un bell’esempio d’impegno ci viene fornito dalla “CARE” (un’organizzazione evangelicale-sociale britannica). Essa si è attivata per opporsi a una modifica di una nuova legge davanti al parlamento inglese con cui si mirava ad allargare la possibilità della pratica dell’adozione in favore di coppie conviventi, sia eterosessuali sia omosessuali.

     La modifica è stata comunque approvata dal Parlamento inglese (20 maggio), ma successivamente respinta dalla Camera Superiore (16 ottobre). Ben sapendo che la volontà di liberalizzare il più possibile la società britannica è tale che una sconfitta avrebbe provocato una reazione ancora più ostile e audace, la CARE si era mossa a più livelli.  Al primo livello, sollecitando i credenti a pregare. Al secondo, come ai tempi di Neemia, attuando una serie di lodevoli iniziative: la preparazione di un’accurata documentazione per i parlamentari; l’organizzazione di tre seminari in ambito parlamentare; la produzione di un video con un chiaro messaggio sulla bontà della pratica dell’adozione senza la modifica; la partecipazione di membri dello staff di CARE a dibattiti e interviste in TV.

     All’inizio di novembre, nonostante la precedente bocciatura, la Camera Superiore, ha rovesciato il suo parere e la modifica è stata accettata.  Alla luce della precedente sconfitta si poteva essere tentati di pensare al rischio di sprecare energie inutili, ma la CARE, cosciente del proprio ruolo di “sale” nella società, non solo non si è scoraggiata, ma ha anche voluto pubblicamente ringraziare i 184 senatori che avevano capito la necessità di proteggere i deboli, senza esporli ai tragici rischi di rapporti precari quali quelli della convivenza!  La battaglia britannica, per certi versi, è diversa dalla nostra, ma anche noi saremo chiamati a pregare e a impegnarci perché la luce dell’Evangelo risplenda nella nostra società.

P.F.

Dalle realtà federate

 Echi dalla Giornata internazionale di preghiera PER LA CHIESA PERSEGUITATA

 Durante la settimana tra il 10 e il 17 novembre scorso, milioni di credenti di ogni denominazione nel mondo hanno approfittato di una buona occasione per esprimere in maniera concreta la loro unità.

Come già anticipato nel precedente numero d’Ideaitalia, domenica 10 novembre 2002 la WEA (cioè, l’Alleanza evangelica mondiale) ha promosso l’appuntamento annuale della “Giornata internazionale di preghiera per la chiesa perseguitata”.

     Anche in Italia l’iniziativa ha favorito l’aggregazione degli evangelici attorno a un disegno capace di abbattere steccati denominazionali e di proiettare la comprensione del proprio essere “cristiani evangelici” oltre ogni pretesa particolaristica. Le notizie ricevute dai vari Distretti dell’AEI descrivono incontri ricchi dal punto di vista della riflessione, delle prospettive per il futuro e, soprattutto, di un’autentica solidarietà con le “membra sofferenti” del corpo di Cristo attraverso la preghiera.

     A Bologna, ad esempio, presso il Centro Cristiano di accoglienza “Matteo 25”, si sono radunati i fratelli e le sorelle del Distretto Centro-nord. Nell’introduzione, il fratello Daniele Mastrazzo, commentando un brano del profeta Isaia, ha ricordato che Gesù può comprendere la sofferenza derivante dal combattimento cristiano e quanto sia importante parteciparvi, anche se solo come “retrovie”. I presenti hanno poi ricevuto il benvenuto e l’esortazione del past. Francesco Anselmo, che ha messo a disposizione i locali usati per l’incontro.  In seguito, Lino Cavone (direttore italiano di Porte Aperte) ha illustrato efficacemente, con l’aiuto di audiovisivi, sia gli esaudimenti alle preghiere (liberazione di due fratelli incarcerati) sia le difficoltà e le necessità dei cristiani che, a causa della propria fede, rischiano di perdere la libertà, la famiglia e anche la loro stessa vita.    Roberto Ferrari ha poi guidato la suddivisione in gruppi, perché si pregasse in particolare per le seguenti aree e nazioni del mondo: il Chiapas (Messico), la Colombia, il Sudan, la Libia, l’Arabia Saudita, l’Iran, la Cina e la Corea del Nord.   Al termine, Leonardo De Chirico ha concluso l’incontro parlando dell’AEI nell’ambito dell’Alleanza evangelica mondiale, dei suoi scopi e delle sue più recenti iniziative.

     A Verona, nel pomeriggio di domenica 10 novembre, ha avuto luogo l’incontro del Distretto Nord-est.     In questo caso, i presenti sono stati esortati alla riflessione dal fratello Luigi Dalla Pozza, che, in maniera incisiva, ha sinteticamente considerato un testo della prima Epistola di Pietro (4,12-14), evidenziando la “normalità” della persecuzione per coloro che credono in Cristo. È inevitabile che la nostra fede susciti opposizione da parte degli avversari. La vera risposta sta nell’affrontare la sofferenza, non nel subirla passivamente. E tutto questo, in vista di una speranza viva alla gloria di Dio. Il momento centrale dell’incontro, cioè la preghiera per la chiesa perseguitata, è stato accompagnato da Gianni Cortese, che ha selezionato alcune richieste dall’inserto di Ideaitalia n.5.

     L’incontro si è chiuso con un pensiero di Giuseppe Rizza, che ha sollecitato i presenti a considerare l’importanza della signoria di Gesù come fondamento per la consapevolezza di essere il popolo di Dio trionfante nonostante la sofferenza.

     Oltre agli incontri promossi dai Distretti, si rileva la presenza di diverse iniziative a livello locale. Lo spazio a disposizione non ci consente di riferire in maniera particolareggiata di ogni iniziativa, ma, tra le più significative, segnaliamo quella dei credenti della chiesa di Cinisello Balsamo (MI), contrassegnata dallo slogan “La libertà vola alto!”. Qui, dopo l’intercessione, svolta durante il culto, una rappresentazione mimica sull’argomento, una petizione al presidente del Pakistan in favore di alcuni credenti in grave pericolo, e la destinazione dell’offerta per un’iniziativa in favore della chiesa cinese, nel pomeriggio, la chiesa è scesa in piazza, per lodare e pregare all’aperto.

     Alla fine, è stato fatto volare alto, portato da palloncini colorati, un messaggio importante, in una domenica improntata all’intercessione per i nostri cari fratelli nella fede che sono privati dei loro diritti fondamentali. Il messaggio che ha volato alto sulla città non era altro che la frase di Gesù Cristo: “La verità vi farà liberi”. Una libertà, quella prodotta dalla verità di Dio, che non conosce restrizioni di sorta, perché si tratta di una realtà di cui nessuno potrà mai privare i figli di Dio!

     Anche quest’anno, dunque, l’iniziativa promossa dall’Alleanza evangelica ha offerto senza dubbio una buona occasione per vivere l’unità tra i credenti, per esprimerla concretamente e per valorizzare ulteriormente il bene prezioso della libertà in Gesù Cristo.

 

Germania – No alla fuga da una testimonianza a 360º
ALLEANZA EVANGELICA TEDESCA

La 107ª Assemblea Generale, svoltasi a Bad Blankenburg, ha visto la partecipazione di oltre 3000 persone.
L’EAD (l’Alleanza evangelica tedesca) ha preso atto della pericolosa tendenza della chiesa di quel Paese a vivere la fede nel solo ambito privato. Hartmut Steeb, segretario generale dell’EAD, ha incoraggiato tutti i partecipanti a tradurre la volontà di Dio in progetti attuabili in campo socio-politico. L’Alleanza tedesca rappresenta circa 1.300.000 evangelici di diverse denominazioni.
In occasione delle recenti elezioni politiche in Germania, l’EAD ha pubblicato un documento orientativo che ha poi consegnato ai vari partiti e candidati. Tale documento conteneva domande per un confronto sulle politiche riguardanti temi come l’aborto e l’ingegneria genetica.
Oltre agli studi biblici, i partecipanti sono stati impegnati in lavori di gruppo su temi etici e sociali. Davanti al crescente numero di aborti registrati in Germania, Steeb ha definito la situazione un “disastro umano legalizzato”.
Non è mancata, infine, l’attenzione verso la continua e crescente pressione di tante lobby gay, che mirano a giustificare l’omosessualità con argomenti pseudo-scientifici. Steeb ha ricordato che l’omosessualità “è un’anormalità curabile... Coloro che vivono in questa condizione, hanno bisogno di consulenza e di terapie, non di riconoscimento legale”.
Davanti a tutte queste sfide, l’Alleanza evangelica tedesca si è impegnata a mantenere ferma la sua adesione al chiaro messaggio biblico.
N.C.

 

ALEC MOTYER, Isaia. Introduzione e commentario, Roma, GBU 2002, 665 p.
Questo volume costituisce una conclusione e un inizio.
Infatti, è l’ultimo della benemerita serie Tyndale di commentari all’Antico Testamento, edita dai Gruppi biblici universitari britannici.
Per completare la serie di questi validi strumenti di studio, mancava il commento a Isaia, e Motyer ha egregiamente colmato la lacuna.
Come si è detto, l’opera segna anche un inizio. È il primo commentario all’A.T. che i GBU pubblicano in italiano. Sin qui, lo sforzo apprezzabile di questa casa editrice si era concentrato sui commentari al Nuovo Testamento della serie Tyndale.
Quest’impresa è ancora lungi dall’essere terminata, ma rappresenta uno dei pochi esempi di continuità editoriale dell’editoria evangelica nel nostro Paese, anche se i tempi di realizzazione sono tuttora lenti e faticosi. È, tuttavia, un inizio importante, per almeno due motivi.
Primo, l’opera inaugura un programma editoriale di ampio respiro. Troppo spesso, l’editoria evangelica procede per “opere singole”, cioè, libri e libretti che rispondono a sollecitazioni del momento e ai “pallini” di qualcuno, senza un progetto di massima.
Pubblicare un commentario a un libro dell’AT, inserito in una collana ben consolidata e affidabile, è, al contrario, segno di lungimiranza editoriale e d’investimento nel campo dello studio biblico e teologico.
Secondo, il commento di Motyer è di gran qualità. L’A. è un esegeta evangelico serio del testo biblico, e un teologo/predicatore appassionato del messaggio d’Isaia in particolare. Si può affermare che il commentario sia il distillato di una vita di studio dedicata alla profezia di Isaia.
Convinto assertore dell’unità del libro d’Isaia e della sua visione teologica mozzafiato, Motyer fornisce un affidabile e avvincente strumento per lo studio.
L’attenzione alla complessità dei dati filologici e storici non va a discapito della sottolineatura della ricchezza straordinaria della trama teologica di fondo.
Isaia è stato giustamente chiamato “il profeta del Vangelo”, e il commento di Motyer è una chiave d’ingresso preziosa nella sua profezia.
Il prezzo (€ 25) potrebbe scoraggiare qualcuno, ma si tratta di un investimento con un ritorno assicurato.

 

 JAMES E. MEANS, Gioia nel dolore, coraggio nella crisi, Torino, La Casa della Bibbia 2002, 107 p.
Di fronte alla morte di un caro, la fede che si professa viene messa alla prova.
In passato, ci si poteva riempire la bocca di frasi fatte sulla consolazione divina, sulla serenità di fronte alla scomparsa di un congiunto, sulla certezza dell’accompagnamento di Dio anche in presenza di una grave malattia. In fondo, costava poco o niente. Quando la sofferenza attanaglia e la morte irrompe, però, tutto ciò viene sottoposto a verifica.
Erano parole vere o semplicemente modi di dire che fanno parte del gergo religioso? Ci si affidava davvero e totalmente a Dio, o erano formule imparate, per farsi accettare dagli altri? Si era davvero pronti a partire nella certezza della gloria celeste, o erano espressioni scaramantiche rivestite di falsa spiritualità?
La fede dell’A. è stata messa alla prova, essendo egli passato attraverso l’esperienza dolorosa dell’agonia della moglie che l’ha portata alla morte.
Con grande realismo e profondità, Means descrive gli stati d’animo e gli interrogativi che l’hanno assalito all’indomani dell’“arrivederci” alla compagna di una vita. Dio è un Dio che delude? Come potrò convivere con il mio dolore lancinante? Potrò mai dimenticare? Che cosa mi riserva il futuro? Pur parlando di sentimenti, l’A. non indulge nel sentimentalismo. Il suo è un libro che parla di fede e chiama alla fede. Quella che addita è una prospettiva ricca e consolante entro cui vivere il dolore: una fede che si ritempra nelle promesse di un Dio che è e rimane affidabile. Il libro non è un “manuale per far fronte al lutto”. È una testimonianza toccante di come, anche nel lutto, Dio faccia affiorare la gioia nel dolore e il coraggio nella crisi. Di Lui ci si può fidare, e a Lui ci si può affidare, sempre. L’edizione italiana è stata curata da Paul Finch, che ha dedicato il volume alla memoria di sua moglie Elena, passata da questa vita all’eternità nel novembre 2001.
 

Sito dell'Alleanza Evangelica italiana (AEI)

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