La WEA è un ministero
globale che lavora con chiese
locali in tutto il mondo,
perché uniscano il loro interesse
e impegno a vivere e
a proclamare il Vangelo di
Gesù nelle società in cui
vivono. Nel cercare e praticare
la santità, la giustizia e
il rinnovamento a ogni
livello sociale – individuale,
familiare, comunitario e
culturale – Dio sarà glorificato
e i popoli della terra
saranno trasformati.
Oggi la WEA persegue il
rafforzamento delle chiese
locali attraverso le Alleanze
nazionali, sostenendo e
coordinando l’azione dei
leader e attivando modi
pratici per manifestare
l’unità del Corpo di Cristo.
Un sogno nato nel XIX secolo,
realizzato nel XX e con una
visione per il XXI.
Londra, 1846. Cristiani
provenienti da 10 nazioni,
800 rappresentanti in tutto,
s’incontrano con il proposito
di lanciare, come essi stessi
riferirono, “qualcosa di nuovo
nella storia della Chiesa,
un’organizzazione ben definita
che favorisca l’espressione dell’unità
tra cristiani appartenenti
a chiese diverse”.
Nel 1951, credenti provenienti
da 21 nazioni, costituirono
ufficialmente la
Comunione evangelica mondiale
(WEF, World Evangelical
Fellowship). Oggi, a 160 anni
di distanza da quell’incontro
di Londra, la “WEF” si è
intanto trasformata nominalmente
in “WEA”, ma resta
sempre una struttura globale
molto dinamica, che ha
come obiettivo l’unità e
l’azione congiunta dei 420
milioni di evangelici da essa
inglobati in 127 nazioni
diverse.
Un’unità fondata sulla fede cristiana storica espressa attraverso la tradizione evangelica. Ma la WEA guarda al futuro, avendo di mira l’obiettivo di realizzare il proposito divino di fare discepoli per Cristo tra i popoli di tutta la terra.
La “missione” della WEA è
quella di favorire l’unità
cristiana e di dare, in ogni
parte del mondo e su scala
mondiale, un’identità, una
voce e una piattaforma comune
ai cristiani evangelici.
Con l’aiuto e la potenza
dello Spirito Santo, essi p
così diffondere il Regno
di Dio tramite la proclamazione
del Vangelo a
tutti i popoli, e mediante una
trasformazione cristocentrica
della società in cui vivono.
A questo riguardo, la
strategia della WEA per raggiungere
tale obiettivo è
basata su alcuni elementi:
a) In primo luogo, la WEA
sostiene che la chiesa localeè lo strumento scelto da Dio
per raggiungere con il Vangelo
il mondo non evangelizzato,
e che l’espressione
più convincente del Regno di
Dio sono i credenti locali,
ripieni di Spirito Santo,
impegnati a risolvere le
problematiche presenti nel
loro ambiente.
b) In secondo luogo, la WEA porta le diverse denominazioni cristiane e altre organizzazioni cristiane a cooperare nel contesto di utili alleanze nazionali.
c) In terzo luogo, la WEA serve come organizzazione“ombrello” per circa 130 alleanze regionali e nazionali sparse per il mondo. Così facendo, cerca di rafforzare quegli evangelici che sono in pericolo di essere marginalizzati nel loro proprio Paese.
Gli evangelici che sono in minoranza nell’Europa dell’Est, in Asia e in Africa, lottano per conseguire un riconoscimento ufficiale da parte dei loro governi. Essi devono sapere di non essere isolati, e che tutta la WEA è al loro fianco nelle loro lotte. In questo modo, la discriminazione contro i cristiani evangelici diventa, non solo una questione nazionale, ma una questione di risonanza internazionale.
I valori di base della WEA sono:
• La necessità di proclamare
un Vangelo olistico
(che si occupa dell’intero
essere umano) a tutte le
nazioni.
• L’autorità delle Scritture.
• L’unicità di Cristo.
• L’imperativo della cooperazione
globale nelle missioni.
• La centralità della chiesa
nel piano redentivo di Dio.
Il bisogno più grande,
forse, del corpo di Cristo oggiè il rinnovamento della
passione per conquistare i
perduti a Cristo, insieme a
un nuovo paradigma di unità
fondato sull’interesse olistico
che Cristo ha per le creature
umane.
La vita internazionale
della chiesa si collega all’interesse
che Gesù esprime
perché i Suoi siano uno, come
Lui e il Padre sono uno
(Giovanni 17:22), e perché
formino altri Suoi discepoli
in ogni nazione.