Radici

Con l’introduzione dell’Euro, il progetto europeo ha registrato un nuovo passo in avanti. Tutti si servono ormai della stessa moneta e, a parte le iniziali e inevitabili difficoltà di adattamento, si potrà interagire all’interno dell’Unione con maggiore facilità.

     Questo processo d’integrazione economica è anche accompagnato da una riflessione ideologica che comporta, fra l’altro, l’adozione di una Costituzione europea. Un progetto del genere fa emergere questioni cui è opportuno prestare attenzione.

     Il Cattolicesimo, per bocca del suo più alto esponente, ha già lamentato che nella Carta europea dei diritti non si citino le religioni tra i partner da consultare in vista della Costituzione europea. Non è la prima volta che la voce del Papa si leva per reclamare uno spazio contro la marginalizzazione della “cultura cristiana”.

     Senza pretendere tanto, anche alcuni pietisti si sentirebbero gratificati da un riferimento a Dio in una Costituzione come quella europea. Esponenti di altre confessioni religiose, invece, hanno evidenziato il carattere plurale e contraddittorio delle radici europee.

     Che cosa dire delle “radici cristiane dell’Europa” e dell’opportunità di farvi riferimento nella Costituzione? Rispetto alle grandi questioni poste dal progetto d’integrazione europea, queste sono abbastanza marginali, ma possono offrire qualche pista di riflessione. Sarebbe opportuno, però, sviluppare una riflessione capace di distanziarsi dalle “soluzioni” sincretistiche e utilitaristiche, quindi qualcosa di veramente evangelico. Anche se in modo provvisorio, si può tentare qualche osservazione.

     La prima cosa da rilevare è che il Cristianesimo ha sicuramente inciso sull’Europa, e, più in generale, sulla cultura occidentale. L’Evangelo è stato un lievito che ha fecondato l’ambiente in cui è stato annunciato e accolto, producendo una specifica cultura. Pur con tutte le sue ambiguità, questa cultura, ha avuto maggiore o minore influenza a seconda dei Paesi e dei periodi in cui si è trovata.

     La seconda osservazione è che questa dimensione è stata ben presto compromessa. Quella visione del mondo, che aveva tenuto testa al paganesimo romano, fu messa in disparte e integrata in una (quella cattolica) che ha accantonato elementi fondamentali del Cristianesimo delle origini. Si comprende così come nel XV secolo, con la Riforma protestante, si sia voluto tornare al primato della Scrittura per onorare Dio solo.

     La terza cosa da osservare, è che i Risvegli religiosi del periodo successivo hanno contribuito a sottolineare che la fede è più che una semplice tradizione culturale. Essa dev’essere una dimensione reale dell’esistenza, non qualcosa che si eredita. Si capisce allora come, all’interno della “tradizione cristiana”, vi possa essere tanto di cui vergognarsi, come le crociate, l’antigiudaismo, ecc.

     L’espressione “radici cristiane” è dunque perlomeno ambigua: presuppone un immaginario collettivo discutibile e, per molti versi, inesistente.

     L’obiettivo non dev’essere neppure la ricerca di uno spazio privilegiato dal quale fare intendere la propria voce. L’Evangelo può rischiare di farsi udire insieme a tutte le altre voci, perché è quella parola che ha messo sottosopra le città più sicure, e può ancora agire. Sarà proprio la ricca e sorprendente specificità di quella parola a stupire e a far pensare.

     Anche se in un quadro più ampio e complesso, il programma è sempre lo stesso: vivere in termini culturalmente rilevanti la specificità dell’Evangelo.

     In mezzo a visioni paganeggianti, come quella cattolica e quella laica, le parole e gli atti dettati dall’Evangelo faranno trasparire diversità, forza e fragranza, e sarà proprio questa specificità che lo Spirito Santo potrà usare per la propria gloria.

            È inutile sognare una società in grado di dichiarare “In God we trust”, ma è anche ingenuo illudersi di rintanarsi in un luogo al riparo dalle controversie del tempo. C’è ancora un vero progetto e abbastanza lavoro per chi vuole impegnarsi.

P.B.

L'Alleanza Evangelica Italiana