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Sit-in di preghiera per la libertà religiosa in Kazakistan

Consegnata una lettera per l’ambasciatore

Roma (AEI), 11 gennaio 2018 – “Siamo qui per pregare per il Kazakistan e per perorare la causa della libertà religiosa nel Paese”. Con queste parole il presidente dell’Alleanza Evangelica Italiana, Giacomo Ciccone, ha dato avvio al sit-in di preghiera e solidarietà a favore del Kazakistan tenutosi davanti all’Ambasciata del Paese a Roma. Una ventina di credenti evangelici si sono ritrovati per intercedere per il Paese centro-asiatico e per la chiesa.

Nel corso della manifestazione, una lettera è stata consegnata ad un funzionario per l’ambasciatore. In essa si legge:

“siamo venuti a conoscenza, nelle settimane scorse, di una bozza di riforma dell’attuale legge sulla libertà religiosa presentata lo scorso 17 novembre al primo ministro Bakytzhan Sagintayev. Questa riforma introdurrà ulteriori limitazioni alla libera professione della propria fede religiosa in Kazakistan, ponendo migliaia di cittadini in una posizione di fragilità e limitando l’accesso ad una delle libertà fondamentali dell’uomo: la libertà religiosa.

In quanto minoranza religiosa nel nostro stesso paese, sappiamo bene quanto fondamentale e vitale sia tale libertà e di quanta sofferenza e ingiustizia abbia causato in passato la negazione di questo diritto essenziale. Riteniamo che la libertà di culto sia alla base di una società aperta e fiorente.

Per questo chiediamo all’ambasciata del Kazakistan in Italia di intercedere presso il proprio governo per fermare l’approvazione di tale bozza e farsi promotore di una legge più equa e che conceda la giusta libertà a tutti i cittadini, indipendentemente dalla religione di appartenenza”.

Il sit-in di preghiera si è svolto nel corso della Settimana Mondiale di Preghiera dell’Alleanza Evangelica, un’iniziativa che dal 1846 vede protagonisti milioni di credenti evangelici nel mondo.  In anni recenti, l’Alleanza Evangelica Italiana ha promosso numerose manifestazioni del genere a sostegno della libertà religiosa in molte Nazioni.


La libertà religiosa prossima ventura?

Approfondimenti su una proposta di legge per la prossima legislatura

Roma (AEI), 11 gennaio 2018 – Si è parlato di libertà religiosa in Italia alla Sala del Refettorio della Camera durante un seminario organizzato dai parlamentari Rostellato e Lacquaniti.  Dopo l'introduzione al testo di legge proposto, c'è stata la tavola rotonda moderata dall'On. Lacquaniti cui ha partecipato anche Giacomo Ciccone, presidente AEI, insieme ad altre personalità delle comunità di fede italiane.

Ciccone, dopo una breve presentazione dell'Alleanza come il ramo conservatore (inteso teologicamente, non politicamente) del protestantesimo, ha informato dell’azione appena conclusa a favore della libertà religiosa in Kazakistan. Ringraziando gli estensori del progetto di legge, ha riconosciuto il coraggio politico del proponimento per aver pensato ad un'azione coordinata oltre gli steccati dei partiti e con il coinvolgimento delle comunità di fede. Apprezzando alcuni pilastri della legge ha offerto una serie di possibili piste di miglioramento: - nella scuola pubblica suggerendo di evitare la chimera della "giustapposizione" in tema di Insegnamento religioso a vantaggio di spazi integrativi spesso inconcludenti e discriminatori e, invece, per un deciso superamento del "confessionalismo culturale";
- sul pluralismo dell'informazione religiosa nel servizio pubblico e nei  media, ricordando la strana storia protestante di un programma radiofonico iniziato da evangelicali (su richiesta degli alleati) e finito per dare spazio solo al "format" protestante ecumenico;
- sul tema delle scelte non espresse dell'8Xmille, ricordando che pendono dei pareri negativi della Corte dei Conti e spiegando che un atteggiamento lungimirante dovrebbe prendere in consegna la responsabilità di un atto di equità e generosità nei confronti dello Stato, in vista del principio di laicità e di una reale sostenibilità a medio lungo periodo del finanziamento (quindi abrogazione di un comma della legge 222 del 1985);
- più in generale suggerendo di allontanarsi  dallo schema giurisdizionalista per spostare quanti più diritti (& doveri)  dal campo della negoziazione stato/confessioni allo spazio del preliminare riconoscimento di principio.


Cristianesimo e Islam: antefatti e fatti

Presentazione del libro di Giancarlo Rinaldi

Roma (AEI), 11 gennaio 2018 – Si terrà sabato 10 febbraio una presentazione del volume di Giancarlo Rinaldi, Cristianesimo e islam: antefatti e fatti , Chieti, GBU 2016 presso l’Istituto di Cultura Evangelica e Documentazione di via di S. Eufemia 9 (adiacente piazza Venezia), alle 18.30.

Sul tema dell’integrazione (o meno) di coloro che praticano la religione islamica assistiamo al confronto tra visioni delle cose radicalizzate: da un lato un superficiale buonismo ‘ecumenico’ secondo il quale non ci sarebbe alcuna sostanziale differenza tra cristianesimo e islàm, religioni accumunate da una identica discendenza ‘abramica’. Dall’altro canto la politica del muro contro muro che ci spinge a individuare nel musulmano il nemico sic et simpliciter. L’opera propone di andare a leggere (o a rileggere) i documenti fondanti delle due religioni per cogliere la dimensione effettiva, storicamente fondata dei loro rapporti, recuperando un minimo di conoscenza della questione. Il libro è dedicato, tra gli altri, ai cristiani d’Oriente che ogni giorno mettono a rischio la loro esistenza a causa della loro fede e della feroce intolleranza propria del loro contesto esistenziale.

La presentazione del libro, in forma di incontro con l’Autore, si colloca nell’ambito dell’iniziativa Libri per Roma con cui l’ICED vuole contribuire alla riforma della cultura in senso evangelico grazie ad eventi intorno ai libri.

A testimonianza dell’importanza del tema, nel 2011 l’Alleanza Evangelica Italiana e Meta Onlus promossero la redazione di un documento “Evangelo e Islam: affermazioni e negazioni sulle esigenze della testimonianza cristiana” che fu sottoscritto da molte opere e missioni evangeliche italiane.


Non cambia la posizione storica dell’Alleanza Evangelica Mondiale sull’unità

La WEA risponde alla “lettera aperta”

Roma (AEI), 12 gennaio 2018 – L’Alleanza Evangelica Mondiale (WEA) ha diramato una dichiarazione ufficiale in risposta alla lettera aperta intitolata “L’Alleanza Evangelica Mondiale sta cambiando la sua posizione storica sull’unità?” redatta e sottoscritta dai consigli delle Alleanze Evangeliche Italiana, Maltese, Spagnola e Albanese, per esortare la WEA a non abbandonare la propria posizione storica sull’unità evangelica e a non scadere in un ecumenismo privo di fondamento biblico. La risposta arriva con un certo ritardo perché, così come riportato nella dichiarazione, il Segretario Generale ha voluto prima incontrare i rappresentanti delle Alleanze Italiana (13 dicembre) e Spagnola (16 dicembre) e poi tenere una fitta corrispondenza con loro per poter chiarire le posizioni reciproche, anche se i disaccordi non sono stati completamente appiattiti.

Le preoccupazioni espresse dei firmatari erano molteplici. “In primo luogo c’è stata una progressiva attuazione di un’agenda ecumenica nella WEA che non ha comportato un’appropriata discussione ai livelli di base e che non ha coinvolto le differenti componenti dell’Alleanza nei processi decisionali”. “In secondo luogo, sentiamo che questa traiettoria ecumenica della WEA stia per arrivare ad un punto critico nel 2018 quando sarà attuato un processo che porterà la WEA a firmare la dichiarazione di “grande unità” con Roma e con il CEC (Consiglio Ecumenico delle Chiese)”.

La dichiarazione ufficiale WEA parla di un fraintendimento da parte delle Alleanze europee ipotizzando che abbiano confuso informazioni provenienti da diversi comunicati. La WEA afferma di aver lavorato a stretto contatto con Papa Francesco solo per questioni che concernono la persecuzione dei cristiani, ma di non aver pensato a una compromissione teologica e sacramentale.

La dichiarazione prende atto del fatto che, in alcuni paesi a maggioranza cattolica, le relazioni tra la Chiesa di Roma e gli evangelici sono problematiche e riconosce inoltre che il mondo evangelico sta conoscendo una spaccatura in cui una parte enfatizza i cambiamenti e i presunti passi in avanti che la Chiesa Cattolica Romana avrebbe fatto negli ultimi 50 anni.  Infine la dichiarazione riconosce una mancanza di coinvolgimento della base dell’Alleanza nei processi decisionali e si impegna a provvedere.

E’ prevedibile che le Alleanze firmatarie della “lettera aperta” continueranno a tenere alta la guardia per poter evitare il sentimentalismo e l’emotività di chi guarda con favore al cattolicesimo contemporaneo nel mondo evangelico, senza molto discernimento teologico e comprensione della posta in gioco. La questione non si ferma quindi alle condizioni degli evangelici che vivono nei paesi in cui sono una minoranza religiosa, ma è profondamente legata alla comprensione biblica dell’unità. Essa, così come la WEA ha affermato per più di cento anni, c’è e già esiste, come dono di Cristo, solo tra i cristiani nati di nuovo.

L’Assemblea federale dell’Alleanza Evangelica Italiana è fissata per
sabato 19 maggio 2018, ore 9.30 a Roma.
Luogo e programma saranno comunicati tra breve.


A cura dell’Ufficio stampa dell’Alleanza Evangelica Italiana
Tel. redazione: (+39) 333 8558174
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www.alleanzaevangelica.org
Redazione: Lucia Stelluti, Chiara Lamberti, Leonardo De Chirico, Giovanni Marino, Stefano Bogliolo, Sergio De Blasi, Carine Francq.

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